Riceviamo la testimonianza della nostra lettrice Francesca:

Mi chiamo Francesca e sento il dovere civico e morale di condividere la mia esperienza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Castrovillari, nella speranza che possa contribuire a migliorare un servizio fondamentale per tutti i cittadini.
Chiunque entri in un Pronto Soccorso lo fa in un momento di fragilità, con la speranza di ricevere cure tempestive, informazioni chiare e un’assistenza dignitosa. Purtroppo, per quanto ho potuto constatare personalmente, troppo spesso questo non accade.
Le lunghe attese, la carenza di comunicazione con i familiari e il senso di smarrimento vissuto da tanti pazienti rappresentano una realtà che merita attenzione. Sono consapevole delle enormi difficoltà in cui operano medici, infermieri e operatori sanitari, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con impegno nonostante organici spesso insufficienti e una pressione costante. La mia riflessione non vuole essere un’accusa nei loro confronti, ma un appello affinché vengano messi nelle condizioni di lavorare meglio.
Parlo anche per esperienza personale.
Qualche mese fa mia nonna è stata trasportata in ambulanza al Pronto Soccorso di Castrovillari a causa di fortissimi dolori addominali. Era una paziente estremamente fragile: aveva affrontato un intervento per un tumore al colon ed era affetta da gravi patologie cardiache. Nonostante le sue condizioni, è rimasta per molte ore in attesa, mentre noi familiari vivevamo nell’angoscia senza ricevere informazioni sufficientemente chiare. Al termine della valutazione è stata dimessa.
Il giorno successivo le sue condizioni sono peggiorate drasticamente: ha iniziato a vomitare sangue e siamo tornati immediatamente in ospedale. Dopo un’ulteriore attesa, un chirurgo, che desidero ringraziare per la sua professionalità e umanità, ha preso in carico il caso e ha disposto un intervento chirurgico d’urgenza. Ci spiegò che la situazione era gravissima e che mia nonna aveva ormai pochissimo tempo. La causa era un’ernia strozzata.
Quello che la mia famiglia ha vissuto è un dolore che non si dimentica. Non scrivo queste parole per individuare colpevoli né per mettere in discussione il lavoro di chi ogni giorno opera in corsia. Le scrivo perché credo che nessun’altra famiglia debba vivere momenti simili con la sensazione di essere sola e senza risposte.
Questa non è l’unica situazione difficile che ho vissuto personalmente all’interno di quella struttura. Proprio per questo ritengo che sia necessario ascoltare le testimonianze dei cittadini e verificare con attenzione eventuali criticità organizzative.
Per questo rivolgo un appello al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, alle istituzioni competenti e agli organi di controllo affinché venga effettuata una verifica seria sulle condizioni del Pronto Soccorso di Castrovillari e vengano adottati gli interventi necessari per garantire un servizio all’altezza del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Dietro ogni paziente c’è una persona, una famiglia e una storia. La sanità pubblica deve essere un luogo in cui i cittadini possano sentirsi accolti, curati e tutelati. Mi auguro che questa testimonianza venga ascoltata non come una polemica, ma come una richiesta sincera di cambiamento.
Francesca











