Cosenza – Chiuso il servizio bar al “Della Valle”: due famiglie senza lavoro e studenti in strada per manifestare

Protesta davanti alla scuola “Lucrezia della Valle” di Cosenza, dove nella mattinata di ieri, anche gli studenti sono scesi in strada per manifestare il proprio dissenso contro la decisione che riguarda il servizio bar all’interno dell’istituto. Una vicenda che sta suscitando attenzione e preoccupazione, soprattutto per le conseguenze che potrebbe avere sul futuro lavorativo dei due gestori e delle loro famiglie.

Riceviamo il racconto che ha acceso i riflettori sulla situazione, sollevando interrogativi sulle ragioni del provvedimento e sulla possibilità di individuare soluzioni alternative.

Trentuno anni dietro il bancone della scuola

Al centro della vicenda ci sono due persone, oggi di 59 e 60 anni, che da ben 31 anni gestiscono il bar all’interno della scuola. Oltre tre decenni di attività durante i quali hanno incontrato migliaia di studenti, accompagnato diverse generazioni e instaurato rapporti con docenti e dirigenti che si sono succeduti nel tempo.

Un servizio che, secondo quanto riferito, non rappresenterebbe soltanto un punto di riferimento per le esigenze quotidiane di chi frequenta l’istituto, ma anche una presenza umana consolidata nella vita scolastica.

La questione, tuttavia, non sarebbe nuova. Stando alla ricostruzione condivisa, la gestione del bar sarebbe già stata interessata negli anni scorsi da una lunga interruzione di circa due anni, nel periodo successivo alla pandemia, con importanti ripercussioni economiche sui gestori. Adesso, la vicenda sarebbe tornata a riproporsi con una nuova sospensione del servizio.

Due famiglie in difficoltà e il futuro dei gestori

A preoccupare è soprattutto l’impatto che la decisione potrebbe avere sulla vita di due persone prossime ai 60 anni, per le quali trovare una nuova occupazione potrebbe risultare particolarmente difficile, e sulle rispettive famiglie.

Secondo quanto denunciato, per entrambi il lavoro svolto all’interno della scuola rappresenta una fonte essenziale di sostentamento. Una delle due famiglie, inoltre, avrebbe anche due figli disoccupati.

Da qui il grido d’allarme riassunto nell’espressione “Due famiglie per strada”, con cui viene descritta la preoccupazione per le conseguenze economiche e sociali della vicenda.

La protesta coinvolge anche gli studenti, che con la loro presenza in strada hanno voluto manifestare il proprio dissenso. Per loro, infatti, la chiusura del bar significherebbe anche la perdita di un servizio quotidiano e di un rapporto umano costruito nel corso di oltre trent’anni.

Viene ipotizzata la possibilità che il servizio possa essere sostituito da una soluzione automatizzata, ritenuta meno soddisfacente rispetto alla gestione attuale.

Le domande rivolte alla dirigenza scolastica

Nella segnalazione ricevuta si specifica che non si intende mettere in discussione l’autonomia e le prerogative della dirigente scolastica. Ma si chiede, tuttavia, che le decisioni amministrative vengano valutate anche alla luce delle conseguenze concrete che producono sulle persone coinvolte.

Le domande sollevate riguardano soprattutto le motivazioni alla base del provvedimento, la possibilità di un confronto diretto con i due gestori e l’eventuale valutazione delle ripercussioni che la perdita dell’attività potrebbe avere sulle loro famiglie.

“Trentuno anni di onesto e onorato lavoro, il futuro di due persone e due famiglie non possono essere liquidati senza un confronto serio e senza aver cercato ogni possibile soluzione”, è il senso dell’appello lanciato anche sui social.

La richiesta di un confronto per trovare una soluzione

La vicenda apre così una questione che va oltre la semplice interruzione di un servizio all’interno di una scuola. Da una parte ci sono le decisioni della dirigenza scolastica, le cui motivazioni non emergono nel dettaglio dalla ricostruzione diffusa sui social; dall’altra, la preoccupazione per il futuro lavorativo di due persone che da 31 anni svolgono la propria attività all’interno dell’istituto e la protesta degli studenti.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non è possibile ricostruire tutti gli aspetti amministrativi della vicenda né conoscere nel dettaglio le ragioni alla base della decisione.

Resta, però, l’appello affinché si possa aprire un confronto tra le parti, chiarire i motivi del provvedimento e verificare se esistano margini per una soluzione condivisa.

Intanto, la manifestazione degli studenti porta la questione all’attenzione della comunità, con una richiesta che emerge con forza: fare chiarezza su quanto sta accadendo al “Lucrezia della Valle” e valutare le possibili conseguenze di una decisione che riguarda non soltanto un servizio scolastico, ma anche il lavoro e il futuro di due famiglie.

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