Lettere 2.0: “A Mendicino siamo da 11 giorni senza acqua. Anche i miei bambini hanno diritto di lavarsi…”

Riceviamo da un padre di famiglia con preghiera di pubblicazione:

 

 

“Buonasera. Scrivo questa lettera per esporre un serio problema idrico che oramai si protrae da diversi giorni su Mendicino, piu precisamente su alcune zone del paese, inclusa la zona in cui io risiedo, via Martirano.

Siamo oggi all’undicesimo giorno di mancanza di acqua, nello specifico: la scorsa settimana l’erogazione è stata interrotta il giovedì mattina e solo domenica notte è ripresa, ma solo per un paio di ore, senza dare possibilità alcuna di approvvigionamento ed utilizzo, vista l’esigua disponibilità e tenendo presente che io e mia moglie ci siamo alzati alle 2,30 per cercare di ripulire almeno i water oramai intasati dopo tre giorni di completa mancanza di acqua!

Si, capisco cosa state pensando, ma scrivo il 05 luglio del 2020 e non del 1942!!! Il lunedì notte la stessa storia: arriva l’acqua alle 03,30 (che evento) ed io e mia moglie ci catapultiamo nei bagni, forse riusciamo a riempire pure le 30 bottiglie di plastica che ci eravamo preparati e possiamo in qualche modo sciacquare i nostri tre bimbi, e si: nella nostra famiglia ci sono anche tre bimbi piccoli ai quali è difficile spiegare che, mentre gli altri riempiono piscine nei giardini ed annaffiano le aiuole accuratamente tutte le sere, loro non possono neanche fare una doccia e, ancora più grave, devono “ripulirsi” con le salviettine imbevute perché l’acqua non c’è!

Loro pensano che vivono in un mondo superindustrializzato e non nel “terzo mondo”, anche perché a scuola hanno imparato che l’igiene personale è una cosa primaria a cui tutti hanno diritto, e che in questo periodo c’è anche un loro acerrimo nemico di nome Covid-19. Le norme igieniche spiegano loro di lavarsi le manine spesso e bene con acqua corrente, non con l’acqua che il loro papà gli versa dalle bottiglie di plastica, che è andato a riempire alle varie fontane di Cosenza come un desaparesidos.

Questa settimana la stessa storia: i bimbi mi hanno chiesto di portarli al mare, caspita che richiesta che hanno fatto! Ma non se ne parla nemmeno! E come si fa la doccia quando si ritorna? Ripeto: sono tre piccoli e non tre maialetti! Io penso che sia il momento, questo, in cui mi sono stancato di far mantenere la calma a mia moglie, ai miei figli; ora la calma l’ho persa io!

Ed era meglio non farmela perdere perché, da buon cittadino che conosce le leggi e i comportamenti civili, invito l’amministrazione comunale a provvedere con la giusta tempestività alla risoluzione del superproblema idrico, senza costringere il cittadino di cui sopra a procedere con i giusti modi e metodi civilmente concessi dal proprio diritto uguale per tutti. Nel calcio ci sono squadre di serie A, serie B e anche serie C; ma nel Comune (se si chiama così significherà qualcosa!) non possono esistere “zone di serie A” e “zone di serie B”!

Vogliamo l’acqua, vogliamo lavarci, vogliamo andare in bagno e tirare lo sciacquone, vogliamo fare una doccia al giorno (almeno) con 35 gradi di temperatura esterna! Vogliamo andare al mare e ritornare a casa nostra per stare 5 minuti sotto la nostra doccia, vogliamo lavarci i denti con l’acqua corrente e non con quella delle bottiglie, vogliamo farci il bidè con l’acqua che fuoriesce dal rubinettino e non con l’aiuto della moglie (o del marito) che con la bottigliuccia versa un po’ per volta l’acqua, fredda naturalmente.

Ho imparato a conoscere le “fontanelle” della mia città: Morelli, Via Popilia, Tredici Canali, Via Senatore Francesco Mele, Piazza Loreto, e poi fuori zona: San Fili e Marano! Vorrei sapere se i signori della giunta conoscono tutti i luoghi, altrimenti posso fare da guida! Dico solo un’ultima cosa: finiamola di scherzare perché ogni temerario ha i suoi limiti e risolviamo la situazione ridicola e puzzolente che si è creata.

Siamo stanchi adesso, e quando andiamo a lavorare, prima di uscire vogliamo lavarci come fate voi tutti con la massima tranquillità! Nonostante i vari solleciti e segnalazioni fatte (quando qualcuno ci onorava di risponderci al telefono negli orari in cui loro stessi comunicano di essere a disposizione dei cittadini) nessuno ci ha dato risposte chiare sulla risoluzione del problema, che sembra sia destinato a protrarsi addirittura peggiorando.

Quindi o cambi casa (se ne hai la possibilità) o ti accampi nei pressi del fiume Crati!

Un “semplice” cittadino che paga tasse e tributi.”

Massimo Paura