Lettere 2.0: “Mia figlia è caduta per colpa della civiltà della gente… e della strada disastrata”

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Riceviamo lo sfogo della nostra lettrice:

 

 

Ora vi racconto il concetto di civiltà nella città di Cosenza: In centro, nei pressi di una scuola, zona in cui gli ausiliari del traffico spesso sostano, vi è un bar (non credo sia il caso di farne il nome, anche perchè non è colpa loro). Nel tratto del marciapiede dove il bar fa asporto, ogni mattina si creano enormi assembramenti.

La gente senza alcun rispetto con la scusa di caffè e sigaretta crea capannelle senza mascherina. Alcuni urlano e straparlano (fattore sputacchia inevitabile considerato la nostra tipica dialettica animata). Ogni mattina passando con la mia bambina di 3 anni per 1 mt di altezza, mi ritrovo a dover lasciare il marciapiede per evitarle la pioggia di saliva.

Tutto più o MENO accettabile, SE NON FOSSE CHE LE MACCHINE SONO PARCHEGGIATE PERENNEMENTE IN DOPPIA FILA IN QUEL TRATTO. Stamane praticamente camminavamo in mezzo alla strada per superare quel tratto. E OVVIAMENTE ESSENDO IL MANTO STRADALE COMPLETAMENTE DISSESTATO, come in buona parte della città, la mia bimba è caduta.

Ora ditemi CHI DENUNCIO? In attesa di risposta invito il sindaco, spero tornato in salute, di far fare visita oculistica agli ausiliari del traffico. Grazie.

PS: Sia chiaro che per me potete pure coricarvici su Corso Mazzini tutti insieme se siete dei negazionisti, ma la vostra sprecata e irrispettosa libertà finisce dove inizia la mia e quella della mia famiglia.

(Marilina Fucile)