Lettere 2.0: “Multe per la pipì dei cani? Benissimo! E le ‘inciviltà umane’ sparse per la città, non le vede nessuno?”

La lettera di risposta della nostra utente Silvia, in merito alla nuova ordinanza emanata dal sindaco di Cosenza (Articolo QUI):

“Oh! Finalmente! A Cosenza l’amministrazione comunale ha trovato la soluzione per il decoro urbano: multe ai proprietari che non raccolgono la cacca e non ripuliscono la pipì dei propri cani.

Perfetto. Io sono proprietaria di un cane e raccolgo la cacca, sempre. Ammetto di non pulire la pipì del mio peloso, ma non lo faccio urinare davanti a negozi o portoni. Da oggi porterò una bottiglia di acqua per provvedere in caso di infrazione.

Ma qualcuno si preoccupa di multare gli umani che ‘pisciano’ e ‘cacano’ (uso questi termini volgari per rendere meglio l’idea) ovunque?

Ho visto io, con i miei occhi, alcuni col pene all’aria e il culo di fuori che facevano i bisogni fisiologici con disinvoltura all’inizio di via dei Mille e su via Padre Giglio.

E chi sputa ovunque? E chi lascia sacchi di spazzatura sui marciapiedi che, puntualmente, vengono dilaniati da topi e gatti? E macchine in tripla fila su via Panebianco? E le strisce pedonali occupate da gazebo e da auto? E le erbacce cresciute a dismisura attorno agli alberi? E i parchi abbandonati dove trovi di tutto: siringhe, bottiglie rotte, cartoni di pizza abbandonati, pannolini di bambini conficcati in tutti gli anfratti, schifezze varie che neanche in una discarica abusiva?

Sapete cosa penso? Penso che Cosenza è una città occupata militarmente da maleducati e incivili che nessuna istituzione riesce a gestire o non vuole! Certamente non è una città per proprietari di cani rispettosi dell’ambiente!

A mente fredda, un mio commento sull’ordinanza sindacale relativo alle multe nei confronti dei proprietari incivili che non raccolgono le deiezioni e non puliscono la pipì dei propri cani.

Ma torniamo alla nuova ordinanza…

È giusto, anzi giustissimo. Sono la prima a plaudire perché è indecente fare lo slalom sui marciapiedi per non pestare le cacche disseminate.

Però, c’è un però!

Quando si emana un provvedimento, ancorché giusto, oltre a prevedere le sanzioni, bisogna adottare anche sistemi educativi, che non siano soltanto coercitivi, ma indirizzati ad accompagnare azioni di buona convivenza civile; e mi spiego meglio.

Non basta dire: multo i trasgressori!

Ricordo a me stessa che i cani sono ormai parte del vivere sociale della comunità. Criminalizzare i possessori è sbagliato! Intorno al fenomeno degli animali di affezione gira un indotto economico di vaste proporzioni: dalle visite veterinarie agli articoli di pet food, dall’oggettistica fino agli educatori cinofili e ai dog sitter.

È una economia in evoluzione che non bisogna sottovalutare; altrimenti si rischia di indurre, con tali provvedimenti restrittivi, senza un adeguato sistema educativo del proprietario, di creare un fenomeno più grave e deleterio: l’abbandono e, quindi, il proliferare del randagismo.

Ecco la questione.

Un’amministrazione comunale sensibile deve iniziare dal combattere il randagismo! Questa è la vera piaga del nostro territorio.

E ancora: una città civile, che vuole competere con le più evolute realtà europee, deve prevedere innanzitutto spazi verdi dedicati agli animali di compagnia, sistemare molti raccoglitori per le deiezioni lungo le strade della città, rendere i canili luoghi che non siano lager per i cani abbandonati e assicurarsi che ci sia una vigilanza del territorio che non sia solo coercitiva ma, soprattutto, educativa verso il rispetto dell’ambiente.

Una città che vuole dirsi europea inizia da questi semplici accorgimenti e non dare l’impressione che l’unico obiettivo sia quello di fare cassa.

La collaborazione deve essere reciproca: cittadino e istituzione sono un tutt’uno, il cittadino deve essere educato e l’Istituzione non deve essere matrigna!”

Silvia

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