Lettere 2.0: “Partire da Bologna per visitare papà …e trovare la Calabria che non ti aspetti”

“Papà…”

Il nostro lettore Paolo ci invia questa lettera per rendere pubblico il suo ‘Grazie’ …e noi abbiamo scelto di condividere le sue emozioni con voi:

 

 

“Scrivo queste mie emozioni perché trovarsi e ritrovarsi nelle emozioni ci consegna il senso di appartenenza comune dal quale molto spesso si prende le distanze consegnando, viceversa, all’egoismo il ruolo di protagonista principale del nostro vivere.

19 marzo 2018, San Giuseppe e Festa del Papà… e quest’anno, per quel meccanismo che ho mai compreso, così vicino alla Santa Pasqua… arrivo per la prima volta a Villa Adelchi.

Io vivo a Bologna dove giunsi quasi vent’anni fa e dove faccio il mediatore immobiliare… Si insomma, vendo e fitto appartamenti, e quando mia sorella mi informò che non riusciva più ad essere efficiente per i sempre tanti bisogni di papà, e che avrebbe voluto confrontarsi con me per decidere il da farsi, sentii una stretta ed un indurimento alla bocca dello stomaco.

Avvertii tutto il senso di inadeguatezza al cospetto di quanto a papà necessitava, non ricordo neanche le parole che in qualche modo farfugliai, certo è che mia sorella anche di questo si fece carico e mi consegnò quanto mi aveva sempre alleggerito da ogni responsabilità familiare: “…Tranquillo fratellino… ma viju iu!”.

Posai il telefono e quasi disorientato non sapevo esattamente cosa fare, ma dico la verità, neanche a pensare, non so se conoscete lo stato del “non riuscire a pensare”….

Intanto il cellulare di botto mi affonda nella realtà, con la suoneria che quando l’ho scelta mi sembrava la meno fastidiosa e la migliore da esibire, ma che ora è INSOPPORTABILE…

 

Dopo qualche minuto sto esternando tutta la mia conoscenza astrologica ad una coppia di Cinesi che vorrebbe per il momento fittare ma da li a poco anche comprare casa e per loro, dove il sole sorge e dove tramonta rispetto al posizionamento della camera da letto e del soggiorno, è importante e sapendolo mi esalto nell’essere inappuntabile…

Intanto entro, la porta di Villa Adelchi si apre, ‘basta spingere’, e qualcosa mi dice che da li a poco i miei battiti agiteranno il cuore in modo inconsueto… e che rivedrò il mio papà.

Ero prevenuto, mi aspettavo un po di tristezza, disordine, cattivo odore… non so perché ma so che così non è…!

Un signore da dietro la sua postazione, appena qualche metro dopo la porta di ingresso, mi accoglie con un sorriso che ha nulla della “Rappresentanza”, della cortesia formale, ‘finto’ per dirlo con una parola, ma è accogliente… e intanto nel silenzio di un andirivieni costante di medici e paramendici, intravedo l’interno mentre la porta alle spalle della Signora citata si apre e si chiude.

Chiedo del mio papà e la signora sorridendo mi dice “è qui la festa!”…

Apre la porta e mi introduce dove la festa effettivamente è in pieno svolgimento, senza schiamazzi e urla senza trenini bene auguranti ma rilassatamente SERENA. E’ così che incrocio lo sguardo di papà e qualche istante dopo di mia sorella, di mio cognato e di mia nipote, l’ho battezzata….. bellissima, almeno per me.

 

C’è chi in attesa della Santa Pasqua dipinge su cartoncino, chi ritaglia lettere da comporre in qualche scritta… insomma prendo il telefono e scatto qualche foto che condivido e non so se saranno pubblicate… e non so se avrete voglia di leggere questo sibili che ho tentato di condividere.

Certamente GRAZIE a Villa ADELCHI: Donne e Uomini che si spendono silenziosamente ogni giorno e che mi confortano nella certezza di “SERENA Convivenza” garantita per il mio papà, e che è la sola arma per sconfiggere la solitudine degli acciacchi ma soprattutto degli anni della solitudine.

Posso ripartire sereno, con la testa alla vita di Bologna, ed il cuore, come sempre, a Cosenza. Anzi, in questo caso… da papà a Longobardi.

Un’emozione che volevo condividere con voi …e scusate se vi ho annoiato.”

(Paolo… da Bologna)

 

Queste le foto allegate alla lettera: