Niente mare, si va al fiume Savuto: tre ragazzi creano una piscina naturale nel cuore della natura

L’idea di Aivaras, Eddy e Vincenzo, tre giovani di Rogliano, nel fiume, a due passi da casa. Un modo semplice per combattere il caldo e riscoprire un’antica abitudine del territorio.

C’è chi, per combattere il caldo estivo, sceglie il mare e chi, invece, decide di riscoprire ciò che ha a pochi passi da casa. È proprio questa l’idea venuta ad Aivaras, Eddy e Vincenzo, tre giovani di Rogliano che hanno deciso di ridare vita a un angolo del fiume Savuto, luogo conosciuto in dialetto cosentino come “U Vullu”.

L’obiettivo iniziale era anche molto semplice: evitare, almeno qualche volta, il costo della benzina necessario per raggiungere il mare, oggi sempre più pesante per le tasche.

Ma quella che poteva essere soltanto una soluzione pratica si è trasformata in qualcosa di più bello: un piccolo progetto per tornare a vivere il fiume e riscoprire una tradizione che appartiene alla memoria di questo territorio.

I tre ragazzi hanno infatti sistemato alcune pietre e massi già presenti nel letto del Savuto, creando una sorta di piccola piscina naturale, bassa e adatta soprattutto a trovare refrigerio nelle giornate più calde, rilassarsi e trascorrere qualche ora immersi nella natura.

Quando abbiamo iniziato con questa idea, il letto del fiume era completamente rovinato dalla piena dello scorso febbraio. Abbiamo pensato di sistemarlo semplicemente spostando le pietre e i massi che erano già lì, senza costruire nulla e senza aggiungere materiali che potessero inquinare. È tutto naturale e, quando arriverà una nuova piena, il fiume riprenderà il suo corso e porterà via tutto, riportando il luogo alla sua conformazione originaria”.

Un aspetto particolarmente significativo dell’iniziativa è proprio il legame con il passato. Perché il Savuto, un tempo, non era soltanto un corso d’acqua da osservare, ma anche un luogo vissuto quotidianamente dalla comunità.

Le persone della zona andavano al fiume per fare il bagno, rinfrescarsi e trascorrere del tempo insieme. Un’abitudine che oggi appartiene soprattutto ai ricordi delle generazioni più grandi.

È anche un modo per ricordare un passato che è stato cancellato. Una volta le persone del posto venivano qui a fare il bagno, ma i giovani di oggi spesso non lo ricordano. Lo sanno soprattutto i più grandi. Noi abbiamo voluto riscoprire proprio questa cosa”.

E la piccola piscina naturale non è rimasta un’idea riservata ai tre amici. La voce ha iniziato a circolare e sempre più persone della zona hanno raggiunto il luogo per approfittare di questo angolo di fresco nel verde. Ragazzi, ma anche adulti, hanno cominciato a frequentare il tratto del Savuto, riscoprendo un luogo che sembrava essere stato dimenticato.

La piscina è volutamente bassa e non nasce con l’obiettivo di creare una struttura artificiale. È semplicemente uno spazio dove poter mettere i piedi nell’acqua, rinfrescarsi, rilassarsi e trascorrere un po’ di tempo a contatto con la natura.

Il luogo si trova in un’area compresa tra Rogliano, Marzi e Carpanzano, sotto il ponte raggiungibile scendendo dalla strada di Marzi verso il fiume Savuto.

Una storia semplice, ma proprio per questo particolarmente bella: tre giovani che, invece di cercare chissà quale destinazione, hanno guardato ciò che avevano vicino casa e hanno deciso di valorizzarlo con un’idea spontanea, rispettosa dell’ambiente e capace di coinvolgere anche altre persone.

Un piccolo angolo del Savuto che, per un’estate, è tornato così a essere un luogo di incontro e di refrigerio. E soprattutto un’occasione per ricordare che, a volte, per riscoprire qualcosa di prezioso, basta semplicemente tornare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sempre avuto sotto casa.

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