“OncoRosa Trekking”: il progetto di montagnaterapia della sezione CAI di Cosenza

Domenica 6 giugno si è svolta la prima uscita di “OncoRosa Trekking” il progetto di montagnaterapia della sezione CAI “Giovanni Barracco“ di Cosenza

 

 

 

“Destinatarie del progetto sono Donne operate al seno per patologia oncologica, che hanno quindi subito il trauma della diagnosi e le sequele legate ai trattamenti chirurgici e di chemio/ormono/radio terapia.

OncoRosa Trekking è stato realizzato in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, con il Patrocinio di ONCO ROSA onlus e della SIPO, Società Italiana Psiconcologia, sezione Calabria.

Il progetto vede coinvolti i responsabili medici e di progetto di montagnaterapia nelle figure di un oncologo medico e uno pneumologo, tre psiconcologi ,i volontari e soci del CAI ,gli istruttori ed esperti di montagna CAI.

L’organizzazione complessiva del progetto prevede le attività (da effettuare nel rispetto e nei tempi delle normative covid19) ripartite in tre percorsi di escursioni di difficoltà T e due percorsi di nordik walking, disciplina sportiva, che notoriamente migliora la propria condizione fisica e tonifica la muscolatura del corpo indipendentemente da età, sesso o preparazione fisica.

Alle partecipanti è stato somministrato un questionario pre esperienza costruito ad hoc, al tempo 0, e che sarà ri-somministrato a fine esperienza al fine di valutare gli outcomes .

Tramite webinar sono stati illustrati gli scopi del Club Alpino Italiano, la finalità della Montagnaterapia e gli aspetti salienti del corso.

Tramite mail e whasthapp sono stati inviati tutorial su vestizione e comportamenti da adottare in ambiente montano.

Alla prima uscita hanno partecipato 20 pazienti, di cui alcune ancora in corso di chemiotrattamento, altre a ridosso dei trattamenti.

Il sentiero percorso è stato il 412, Lago di Ariamacina, nell’area del Parco Nazionale della Sila, per un totale di 10 km e 300 metri di dislivello.

Il percorso è stato affrontato dalle signore con grande entusiasmo, curiosità e tenacia, segno della resilienza sviluppata durante l’esperienza di malattia e quale metafora di un recupero dell’autostima e della fiducia in se stesse, grazie al confronto con esperienze fisiche, emozionali e relazionali facilitate dal gruppo e dagli operatori e stimolate psicologicamente dall’ambiente di montagna.

La felicità è un percorso non una destinazione (Madre Teresa di Calcutta).”