“Sei un mongoloide”: maestra maltratta bimbo disabile di 8 anni a Diamante

Riceviamo il seguente comunicato stampa dall’Associazione Italiana Persone Down sezione di Cosenza

 

 

“L’ Associazione Italiana Persone Down sezione di Cosenza è profondamente delusa ed amareggiata per il provvedimento di archiviazione disposto dal tribunale di Paola relativo al caso di un bambino con sindrome di Down, di otto anni, maltrattato dalla maestra di sostegno. Gli atti processuali narrano condotte gravissime, perpetrate dall’insegnante, lesive della dignità e del benessere psico fisico del bambino.

I fatti si svolgono in una scuola di Diamante e risalgono al 2017. La denuncia è partita proprio da uno dei compagnetti di classe che guardando al telegiornale, per puro caso, un servizio su una insegnante arrestata per maltrattamenti, è scoppiato a piangere. Quando la mamma gli ha chiesto a cosa fosse dovuta quella reazione, lui le riferiva tutto quello che il piccolo con sindrome di Down subiva quotidianamente. L’insegnante di sostegno strattonava il bambino, lo trascinava per terra, lo chiamava “mongoloide” di fronte ai compagni. I genitori fino a quel momento non avevamo sospetti, anche perché a causa della sindrome di Down il bambino aveva e ha difficoltà di linguaggio e quello che non riusciva a dire verbalmente lo rappresentava con un certo comportamento, che però non avevano subito associato a quegli episodi specifici. Tutto ciò si è poi somatizzato anche con una gravissima alopecia.

La sentenza è arrivata due anni dopo. L’avvocato Liserre, papà del piccolo, afferma: “Per me non è possibile che fatti del genere, di una gravità inaudita, possano restare nell’oblio investigativo. Siamo arrivati ad un incidente probatorio dopo circa due anni dalla commissione di questi fatti, sebbene abbia più volte sollecitato l’allora pubblico ministero, essendo io un avvocato penalista, perché sono fatti che vanno immediatamente cristallizzati per evitare che ci sia una dispersione legata all’età evolutiva e alla fragilità dei minori che possono rimuovere il ricordo“.
L’archiviazione è giunta poiché il giudice ha stabilito che il metodo della maestra servisse in qualche modo a stimolare il bambino. Si legge: “Del tutto normale pare infatti imprimere un po’ di forza per sollevare un bambino da terra, senza che ciò implichi necessariamente una violenza fisica“.
Oltre i maltrattamenti fisici e psicologici il bambino ha dovuto cambiare scuola.
L’avv. Emily Amantea, presidente dell’Associazione Italiana Persone Down di Cosenza afferma che ” fatti del genere sono gravissimi. Chi ha figli che non riescono a comunicare quello che a loro succede nella quotidianità si sente impotente e tradito dalla giustizia che dovrebbe tutelare e mai mortificare la dignità della persona. Noi tutti siamo vicini alla famiglia e al piccolo. Non è accettabile che la giustizia sia miope di fronte a casi del genere. Corriamo il rischio che un provvedimento di archiviazione legittimi altri ad adottare condotte lesive nei confronti delle persone con fragilità sapendo di rimanere impunito o di poter invocare la possibilità di utilizzo di mezzi correttivi “sui generis” contrari alla letteratura pedagogica.

Ho ringraziato personalmente il collega Liserre per la battaglia di civiltà che sta conducendo non solo per suo figlio,ma per tutte le persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva e le famiglie che non riescono a difendersi.

Davanti a testimonianze del genere non possiamo rimanere indifferenti. Questa è una grande battaglia per il riconoscimento dei diritti dei nostri figli. Se dovesse essere necessario affiancheremo la famiglia anche a Berlino”.”

 

Avvocato Emily Amantea 

 

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