Riceviamo lo sfogo del nostro lettore Cristian:

Egregio Signor Sindaco,
Le scrivo pubblicamente, da cittadino di Fagnano Castello, perché credo che sia arrivato il momento di dire con chiarezza che la situazione della carenza idrica non è più tollerabile.
Non voglio fare polemica politica e non voglio cercare colpevoli a tutti i costi. Voglio semplicemente raccontare quello che significa, concretamente, vivere oggi in un paese senza la certezza di avere l’acqua quando si torna a casa.
Io lavoro dalla mattina alle 7:00 fino alle 19:00. Trascorro praticamente tutta la giornata fuori casa, lavorando e facendo il mio dovere. Dopo una giornata di lavoro, torno a casa stanco, con una sola cosa in mente: potermi lavare, fare una doccia e finalmente riposarmi.
E invece, quando apro il rubinetto, mi ritrovo davanti alla realtà: non c’è acqua.
E allora sono costretto a prendere delle bottiglie e cercare di lavarmi come posso.
Mi chiedo: è normale tutto questo nel 2026?
È normale che un cittadino debba tornare a casa dopo dodici ore di lavoro e non possa nemmeno fare una semplice doccia?
È normale dover conservare bottiglie d’acqua non per bere, ma per potersi lavare?
È normale dover organizzare la propria vita quotidiana in funzione della presenza o dell’assenza dell’acqua?
L’acqua non è un lusso.
L’acqua è un bene essenziale.
E proprio per questo è difficile accettare che una persona debba arrivare a casa la sera e chiedersi se potrà utilizzare il bagno, lavarsi, cucinare o svolgere le normali attività quotidiane.
Capisco perfettamente che possano esistere problemi, siccità, guasti, difficoltà tecniche, problemi alle reti e situazioni imprevedibili. Nessuno pretende che Lei possa far piovere o risolvere in un giorno problemi che magari si trascinano da anni.
Ma quello che chiediamo è chiarezza, organizzazione e rispetto per i cittadini.
Se l’acqua deve essere sospesa, vogliamo sapere quando verrà tolta, quando tornerà e per quale motivo.
Perché non è possibile vivere nell’incertezza.
Non possiamo continuare a scoprire casualmente che manca l’acqua soltanto quando rientriamo a casa.
Ci sono persone anziane, famiglie con bambini, persone che lavorano, attività commerciali e cittadini che hanno esigenze quotidiane che non possono essere messe continuamente in secondo piano.
E mi permetto di dirlo anche con grande amarezza: non chiediamo un privilegio. Chiediamo un servizio essenziale.
Non sto chiedendo una piscina comunale.
Non sto chiedendo qualcosa di straordinario.
Sto chiedendo semplicemente di poter tornare a casa dopo una giornata di lavoro e poter aprire il rubinetto.
Sto chiedendo di poter fare una doccia.
Sto chiedendo di poter vivere normalmente.
E se questo oggi non è possibile, allora credo sia doveroso che l’Amministrazione comunale spieghi pubblicamente ai cittadini che cosa sta succedendo, quali sono le cause della carenza idrica e soprattutto quali soluzioni concrete si intendono adottare.
Perché i cittadini possono anche comprendere le difficoltà, ma non possono essere lasciati soli a subirne continuamente le conseguenze.
Non possiamo essere noi cittadini a doverci arrangiare ogni giorno.
Non possiamo essere costretti a comprare e conservare acqua in bottiglia per sopperire alla mancanza dell’acqua pubblica.
Non possiamo continuare a vivere questa situazione come se fosse diventata la normalità.
Perché una cosa è un’emergenza.
Un’altra cosa è quando l’emergenza diventa la quotidianità.
E quando diventa quotidianità, bisogna avere il coraggio di chiedersi cosa non sta funzionando.
Signor Sindaco, Lei rappresenta il Comune e rappresenta anche le persone che ogni giorno vivono questo territorio.
Per questo Le chiedo pubblicamente di ascoltare la voce dei cittadini e di dare risposte precise.
Quando verrà garantita una fornitura idrica regolare?
Quali sono le cause reali delle continue interruzioni?
Quali interventi sono stati messi in campo?
Quali sono i tempi previsti per una soluzione?
E soprattutto:
quanto ancora dovremo aspettare prima di poter considerare l’acqua un servizio realmente garantito?
Questa non vuole essere una guerra contro il Comune.
È una richiesta di attenzione.
È una richiesta di dignità.
È la voce di una persona che lavora dalla mattina alla sera e che, tornando a casa, vorrebbe soltanto poter fare una doccia.
Una cosa semplice.
Una cosa normale.
Una cosa che oggi, purtroppo, a Fagnano Castello non sempre è possibile.
Signor Sindaco, noi cittadini non vogliamo promesse. Vogliamo risposte.
E soprattutto vogliamo vedere fatti concreti.
Perché Fagnano Castello merita di più.
I suoi cittadini meritano di più.
E l’acqua, prima ancora di essere un servizio, è un diritto essenziale che non può essere trattato come un dettaglio.
Con rispetto, ma con la fermezza di chi non vuole più rassegnarsi,
Un cittadino di Fagnano Castello
Cristian Aloia










