Lettere 2.0: “Mio figlio di 1 anno ha i reni e la vescica pari ad una persona anziana…”

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Riceviamo la testimonianza di una nostra lettrice

 

 

 

“La mia prima gravidanza all’Ospedale Annunziata di Cosenza.

Rimango in attesa del mio primo figlio a gennaio del 2019.

La gravidanza procede bene fino al 4 mese di gravidanza.

Al 4 mese il mio ginecologo di riferimento individua sull’ecografia delle anomalie tra reni e vescica al mio piccolo.

Mi manda da un ginecologo noto all’Ospedale di Cosenza che alla prima visita mi da la diagnosi di idronefrosi bilaterale.

Mi prenota subito l’amniocentesi perché sospetta ci sia una sindrome.

Nel frattempo che arrivano i risultati dell’amniocentesi nessuna visita più.

L’amniocentesi da esito negativo. Siamo a giugno 2019.

Da lì mi prenota la visita il 5 settembre 2019 perché questo noto ginecologo era troppo impegnato per le vacanze.

Nel frattempo io rimango senza visite da fare, nonostante fosse risultato questo problema al mio bambino.

In quei due mesi successivi alla visita mi sono recata in pronto soccorso perché avvertivo pochi movimenti.

Arriva il 5 settembre 2019 vado a visita e a parole del ginecologo la gravidanza procede bene, il piccolo cresce bene e quel problema che sembrava grande non lo era quasi più.

Immaginate la mia felicità dopo mesi passati tra ansie e paure.

Passano i giorni, e arriviamo al 20 settembre 2019 quando mi sento male e mi reco in pronto soccorso, mi visitano e mi dicono: ”Signora, qui abbiamo mancanza di liquido amniotico e ritardo di crescita fetale”.

Mi crolla il mondo addosso.

Come è possibile che tutto sia riprecipitato in sole 2 settimane?

Vengo ricoverata, iniziano i tracciati ma nessuno parla, chiamo il mio noto ginecologo e gli spiego la situazione, lui mi dice che la sera stessa sarebbe stato di turno. Ebbene sì era di turno, peccato che si è dimenticato di me e non lo più rivisto.

Proseguono i tracciati e si percepisce sempre di più che qualcosa non va.

Io vengo lasciata lì monitorata solo tramite tracciati 2 volte al giorno, senza liquido, e sapete una cosa? Hanno dimenticato persino di farmi le punture di cortisone per i polmoni di mio figlio.

Dal 20 ricoverata fanno la prima puntura il 22 e la seguente il 23 mattina.

Il 23 settembre 2019 alle 18:11 nasce mio figlio a 33+4 di 1950kg con un cesareo d’urgenza.

Viene portato in terapia intensiva neonatale dove io riesco a vederlo solo 3 giorni dopo a causa dell’intervento.

Passano 45 giorni prima delle dimissioni di mio figlio.

Viene dimesso con diagnosi di “Pielectasia bilaterale non specificata”.

Perché è normale che ad un bambino nato già con segnalazione durante la gravidanza per problemi ai reni e alla vescica non viene data una diagnosi certa durante 45 giorni di ricovero?

Mio figlio dopo le dimissioni viene chiamato dall’ambulatorio della neonatologia per altre 2 visite.

Dove secondo loro non era una situazione da prendere in considerazione visto che per loro aveva leggermente i reni dilatati.

A febbraio facciamo un altro controllo dove ci dicono che avremmo dovuto fare a breve una cistografia minzionale uretrale. Ci chiamano e ci danno appuntamento per marzo.

Peccato che al giorno dell’appuntamento arriviamo in ospedale e ci dicono che secondo loro non è il caso di fare quest’esame perché un bambino così piccolo visto il periodo Covid (a Cosenza ancora non c’era nulla) non è il caso farlo entrare in radiologia dove transitano anziani e altre persone.

Ci liquidano dicendoci che ci avrebbero chiamato loro.

Rimaniamo così fino al 26 agosto 2020 quando grazie alla nefrologa riusciamo a programmare una cistografia per il 3 settembre.

La diagnosi che viene data a mio figlio è sospetta stenosi uretrale, doppio distretto renale, reflusso vescico ureterale, sospette valvole dell’uretra posteriore ma la cosa che mi ha preso di più, é stata “malformazione delle vie urinarie congenita”.

Fissano un intervento per eliminare le valvole il 19 settembre, ma, ahimè, l’intervento non va come avevano pensato perché queste valvole sono scomparse o semplicemente non hanno visto bene sui raggi che avevano fatto.

In tutto ciò mio figlio è stato massacrato per prelievi è fatta un anestesia totale per nulla.

Ritorno dalla specialista che guardandomi negli occhi mi dice: ”Signora scappi lontano da qui perché suo figlio ha bisogno di eccellenze che purtroppo non abbiamo e, come sa, qui non abbiamo una nefrologia pediatrica, suo figlio a bisogno di bravi chirurghi che siano pronti a tutto e soprattutto esperti del mestiere”.

Detto ciò non sempre le cose vanno come si crede e molte volte noi ci siamo lasciati cullare dalle parole di medici che su mio figlio non hanno capito nulla, o meglio non sono stati in grado di fare il loro lavoro.

Mio figlio ha perso un anno prezioso, la sua patologia era presente già dalla gravidanza e per persone incompetenti che non hanno preso la situazione di mio figlio sul serio, ora ci troviamo in questa situazione.

Mio figlio ha i reni e la vescica pari ad una persona anziana.

Peccato che mio figlio ha solo 1 anno.

Premetto che mio figlio ora è seguito dal Bambino Gesù di Roma.

Ma aspetto sempre la chiamata dalla neonatologia di Cosenza per un controllo di mio figlio che credo non riceverò mai perché per loro mio figlio non è mai stato un urgenza.

Non è il Covid che ha fermato l’ospedale di Cosenza, tantomeno il nuovo decreto del presidente Spirlì perché è stato così da sempre.”

 

La mamma di un piccolo guerriero

S.C.